Autore: Pubblicato il: 1 Ottobre 2026Categoria: Casi studio

CASO STUDIO – STRATEGIA E ROADMAP B2B

Questo caso studio racconta il percorso sviluppato per un’azienda manifatturiera italiana con attività internazionale che voleva acquisire nuovi clienti diretti. Il sito era costruito soprattutto come un piccolo shop, mentre il modello economico dipendeva da distributori, rivenditori, ordini in quantità e relazioni commerciali continuative.

Il lavoro ha trasformato una richiesta generica di maggiore visibilità in una priorità più concreta: costruire prima il sistema commerciale B2B e solo dopo investire nell’acquisizione di nuovo traffico.

Il caso in sintesi

  • Cliente: azienda manifatturiera italiana attiva anche sui mercati internazionali.
  • Obiettivo: sviluppare nuovi clienti B2B diretti.
  • Problema principale: un sito orientato all’acquisto immediato, poco adatto a distributori e rivenditori.
  • Intervento: analisi strategica, B2B Digital Growth Plan e roadmap operativa di dodici mesi.
  • Valore prodotto: un sistema di priorità, strumenti, KPI e responsabilità condiviso tra marketing e vendite.

Il problema iniziale: lo shop non rappresentava il vero processo di vendita

Il sito consentiva di consultare e acquistare alcuni prodotti, ma non spiegava con sufficiente chiarezza perché e come un operatore professionale avrebbe dovuto avviare una relazione commerciale.

Mancavano un percorso dedicato ai buyer, una proposta leggibile per distributori e rivenditori, strumenti per richiedere catalogo o campioni e criteri condivisi per qualificare le opportunità.

La richiesta iniziale poteva sembrare un problema di visibilità. L’analisi ha fatto emergere un nodo più importante: portare più persone verso una struttura non progettata per il vero processo di vendita avrebbe aumentato il movimento, non la qualità delle opportunità.

La domanda strategica è diventata quindi: quale infrastruttura commerciale digitale deve esistere prima di investire nell’acquisizione?

L’analisi: collegare modello economico, buyer e percorso digitale

Ho messo in relazione modello di business, offerta, mercati, concorrenti, prezzi, buyer, sito e dati disponibili. Il punto non era produrre una nuova lista di attività digitali, ma individuare dipendenze e ordine di esecuzione.

L’analisi ha riguardato in particolare:

  • il ruolo di distributori e rivenditori nel modello di crescita;
  • la differenza tra acquisto occasionale e relazione commerciale continuativa;
  • le informazioni necessarie a un buyer prima di contattare l’azienda;
  • i passaggi tra scoperta, valutazione, richiesta e presa in carico commerciale;
  • le condizioni necessarie per misurare richieste, preventivi, ordini e riordini;
  • le attività immediatamente attivabili e quelle dipendenti da decisioni precedenti.

Questo approccio applica una strategia digitale costruita per priorità e dipendenze: anche un’attività valida può disperdere budget se viene avviata nel momento sbagliato.

La scelta strategica: costruire prima il percorso B2B

Il piano ha definito una sequenza precisa:

  1. Riposizionare il sito sul pubblico B2B, rendendo immediatamente comprensibili interlocutori, valore e modalità di collaborazione.
  2. Creare un percorso dedicato a distributori e rivenditori, distinto dall’acquisto diretto occasionale.
  3. Organizzare catalogo, campioni e richiesta commerciale, riducendo l’attrito prima del contatto.
  4. Introdurre qualificazione e misurazione, collegando moduli, dashboard e pipeline.
  5. Attivare iniziative outbound su mercati selezionati, con priorità e messaggi coerenti.
  6. Sviluppare SEO e campagne quando il sistema fosse pronto a trasformare la domanda in opportunità leggibili.

Il principio era semplice: l’acquisizione non doveva precedere la capacità di accogliere, qualificare e seguire il contatto.

Il lavoro consegnato all’azienda

Il progetto ha prodotto:

  • un’analisi strategica del contesto e del modello commerciale;
  • un B2B Digital Growth Plan;
  • una roadmap operativa a 0-90 giorni, 3-6 mesi e 6-12 mesi;
  • quick win, dipendenze, rischi e responsabilità;
  • KPI per traffico qualificato, richieste, preventivi, ordini e riordini;
  • un ordine di priorità per orientare investimenti e attività.

La roadmap ha permesso di distinguere ciò che serviva subito, ciò che poteva essere avviato in parallelo e ciò che avrebbe prodotto più valore soltanto dopo la costruzione della base commerciale.

Il risultato: da obiettivo generico a sistema decisionale

Il risultato del percorso è stato trasformare l’obiettivo “trovare nuovi clienti” in un sistema concreto: pubblico prioritario, proposta di valore, percorso digitale, strumenti di qualificazione, sequenza operativa e criteri di controllo.

Direzione, marketing e vendite hanno così ricevuto una base comune per decidere dove investire, quali attività rimandare e come verificare l’avanzamento del progetto.

Le competenze messe in campo

L’intervento ha richiesto lettura del modello di business, analisi del percorso commerciale, definizione delle priorità digitali, progettazione dei KPI e traduzione della strategia in una roadmap applicabile.

Il valore non è stato aggiungere iniziative. È stato dare all’azienda una direzione e un ordine di esecuzione.

Anche la tua azienda si riconosce in questa situazione?

Forse hai un sito ricco di prodotti e contenuti, ma distributori, rivenditori o buyer non trovano un percorso costruito per loro. Oppure marketing e vendite stanno già svolgendo molte attività, senza una priorità comune e senza KPI capaci di collegare il traffico alle opportunità commerciali.

In questi casi partire da nuove campagne rischia di amplificare la dispersione. Posso aiutarti a progettare la sequenza attraverso una roadmap di digitalizzazione e un affiancamento sul processo commerciale B2B.

Raccontami il progetto che vuoi mettere in ordine →

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Chi sono
Giacomo Cioja, digital strategist

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